Dal 26 aprile al 2 giugno 2026, il Museo MUVIG di Canaro presenta L’Alfabeto del Fiore: Metamorfosi del Garofalo nella pittura di Emiliano Alfonsi, una mostra che indaga il rapporto tra tradizione e contemporaneità attraverso il linguaggio simbolico della pittura. Alfonsi, maestro spoletino d’adozione dalla raffinata tecnica pittorica, recupera l’antica pratica della tempera su tavola con oro zecchino, reinterpretandola in chiave attuale e rendendola strumento di una ricerca che unisce rigore formale, profondità concettuale e sensibilità poetica.
Il progetto espositivo è centrato su un’opera site-specific inedita, concepita appositamente per gli spazi del MUVIG e pensata come fulcro narrativo dell’intero percorso. L’opera instaura un dialogo profondo con la figura di Benvenuto Tisi da Garofalo, non limitandosi alla sua produzione artistica, ma costruendo un racconto visivo della sua biografia, condensata in una trama di immagini, simboli e rimandi. Al centro della composizione emerge una figura femminile, protagonista assoluta e metafora della pittura stessa: presenza generatrice, mediatrice tra umano e spirituale, custode della memoria. Attorno a lei si articola un sistema simbolico complesso che richiama i viaggi di Garofalo, le città attraversate, le influenze culturali assorbite lungo il percorso, così come i segni della fede che ha profondamente orientato la sua esperienza umana e artistica. Accanto a questi elementi, emergono riferimenti più intimi all’amore per i luoghi, alla dimensione affettiva e al senso di appartenenza, evocando la terra come spazio identitario e spirituale. In questo racconto per immagini, il fiore assume un ruolo centrale: se il garofano fu simbolo distintivo di Benvenuto Tisi, nell’opera di Alfonsi il fiore diventa un alfabeto universale, un codice visivo capace di attraversare il tempo e di creare un ponte ideale tra Rinascimento e contemporaneità. Questo alfabeto floreale dialoga inoltre con il territorio polesano, evocato come luogo di passaggio, di stratificazione culturale e di scambio, in cui la storia dell’arte incontra il paesaggio, la memoria e l’identità locale.
Accanto all’opera inedita, la mostra presenta un nucleo di oltre quindici tavole che entrano in dialogo con la collezione permanente del museo, generando suggestive corrispondenze sul tema dell’Altro, inteso sia nella sua dimensione fisica che spirituale. La ricerca di Alfonsi si nutre di riferimenti alchemici e simbolici, in cui ogni volto ritratto si configura come una sinopia dell’anima: una traccia preparatoria che non definisce, ma rivela, lasciando emergere verità interiori attraverso la metamorfosi pittorica. La forza espressiva delle opere risiede nella capacità di coniugare rigore tecnico rinascimentale e sensibilità contemporanea, invitando il visitatore a un’esperienza che va oltre la semplice fruizione visiva. Le superfici dorate, la materia pittorica e l’uso di pigmenti antichi evocano una dimensione quasi tattile e olfattiva, immergendo lo spettatore in un’atmosfera sospesa, onirica e profondamente simbolica.
Il progetto di allestimento è curato dallo stesso Emiliano Alfonsi insieme a Michael Miazzi, referente delle attività museali del MUVIG, e nasce da un confronto diretto con gli spazi del museo, pensati come parte integrante della narrazione. L’allestimento valorizza il dialogo tra opere, architettura e collezione permanente, rafforzando la dimensione esperienziale e immersiva del percorso espositivo.
La mostra si inserisce nel più ampio processo di valorizzazione del Museo MUVIG, dedicato a Benvenuto Tisi da Garofalo, che per struttura e vocazione si configura come museo interattivo e digitale. Attraverso la programmazione di mostre temporanee come L’Alfabeto del Fiore, il MUVIG si sta affermando come luogo di cultura sempre più riconoscibile nel territorio polesano, capace di intrecciare il racconto storico e artistico con linguaggi contemporanei e nuove modalità di fruizione.
L’esposizione di Emiliano Alfonsi segue la prima mostra temporanea del 2026, dedicata ai materiali filatelici e numismatici della collezione di Daniele Ambrosin, noto collezionista del Polesine. Una continuità progettuale che conferma la volontà del museo di aprirsi a narrazioni trasversali e di accogliere patrimoni diversi, restituendoli al pubblico in una chiave accessibile, immersiva e culturalmente significativa.
INFORMAZIONI PRATICHE
Inaugurazione: 26 aprile 2026, ore 11.15
Periodo di apertura Dal 26 aprile al 2 giugno 2026
Aperture ordinarie: Tutte le domeniche e il 2 giugno 2026 dalle 14.00 alle 18:00, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura della biglietteria.
Aperture prolungate: La quarta domenica del mese ( 24 maggio 2026 ) dalle 10.00 alle 18.00, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura della biglietteria
Aperture straordinarie: Disponibili su prenotazione scrivendo a info@pop-out.it
Nel corso del periodo espositivo sono previsti appuntamenti tematici, incontri e approfondimenti, realizzati in collaborazione con associazioni culturali e musei di rilievo del territorio polesano, per ampliare il dialogo tra arte, storia e territorio.
Un progetto di: Museo MUVIG, POP OUT – cultura arte e turismo, Amministrazione Comunale di Canaro


